giovedì 14 maggio 2009

GUIDO-"L'IGNOTO" E IL DISASTRO DEL VAJONT


Parla invece dal punto di vista del soccorritore il racconto “L’Ignoto” basato sui fatti del 9 ottobre 1963, quando si verificò il dramma del Vajont. Anche questo parte da uno spunto reale, poiché mi era stato raccontato di un soccorritore che, tra le poche macerie rimaste a Longarone, aveva trovato una cassettina gialla, appartenuta ad un bambino. Qui il protagonista è Guido, nato con una malattia strana che non gli permette di ricordare da un giorno all’altro ciò che è accaduto e ciò che ha fatto o che persone ha conosciuto. Una sorta di amnesia che si ripete ogni notte e per il quale è stato soprannominato “L’Ignoto”, per essere ignoto a se stesso, per non ricordare tutto ciò che lo riguarda, per doversi reinventare la sua vita giorno per giorno. È un ragazzo senza ricordi quando, arruolato nell’esercito, giunge a Longarone per prestare i primi soccorsi anche se in realtà non c’è più nessuno da soccorrere. Scavando trova la cassettina gialla appartenuta a un bambino e sarà proprio quel ritrovamento a fargli finalmente tornare la memoria. Qui si gioca sul paradosso: un ragazzo che non ha mai avuto memoria la ritrova proprio nel momento in cui chi è rimasto nella valle del Vajont vorrebbe dimenticare un dolore troppo grande da sopportare.

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